Narciso di Carvaggio: descrizione dell'opera
Il dipinto fu giudicato opera del Caravaggio da Roberto Longhi, storico dell'arte, venne eseguito tra il 1597 e il 1599, attualmente si trova esposta alla Galleria Nazionale d'Arte Antica a Palazzo Barberini in Roma.
Il soggetto è Narciso, che secondo la mitologia nella versione latina nacque dalla ninfa Liriope e dal dio Cefiso, un giovane dalla straordinaria bellezza ma vanitoso, superbo e innamorato di se stesso, ritratto mentre si specchia nell’acqua di uno stagno.
Narciso è talmente bello che tutti si innamorano di lui, uomini e donne, un giorno incontra la ninfa Eco, che a causa di una punizione di Giunone, ripeteva sempre le ultime parole che le venivano rivolte. La ninfa si innamora di Narciso che la respinge, con il cuore spezzato si rifugia nelle vallate in solitudine disperandosi per il rifiuto del giovane.

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Nemesi, la ninfa della “giustizia divina” decise allora di punirlo, il giovane accovacciatosi per dissetarsi in uno stagno vide l’immagine riflessa, non intuendo subito che era egli stesso, si innamorò follemente, solo quando comprese che il giovane nell’acqua dello stagno era la sua immagine riflessa si disperò a tal punto da lascarsi morire.
Il dipinto di 112 × 92 cm si estende in verticale consentendo al Caravaggio di impostare il soggetto in modalità del tutto simmetrica, la posizione del corpo e delle braccia formano un cerchio perfetto che favorisce l’effetto ottico del riflesso
Il volto di Narciso, che presenta delle somiglianze con il Davide del dipinto Davide con la testa di Golia (1610) ha uno sguardo lievemente indisposto, è possibile ancora oggi notare le tracce lasciate da Caravaggio che con la matita tracciò i contorni del soggetto, probabilmente perché compì l’operazione sul preparato ancora troppo umido.
Il ragazzo indossa un abito accurato costituito da un gilè decorato e calzoni verdi, il viso ed il colore bianco della camicia sono fortemente illuminati, caratteristiche che donano una treatale drammaticità al protagonista e al dipinto nel suo complesso. Caravaggio utilizza tale tecnica ritoccando le parti da porre in risalto con la tempera d’uovo ed utilizzando il colore bianco, tecnica già utilizzata in altre opere.
Rossella Vodret, attuale Soprintendente del Polo Museale romano (laureata in Storia dell'Arte all'Università degli Studi di Roma) durante un convegno internazionale dedicato a Caravaggiò - Michelangelo Merisi da Caravaggio: la vita e le opere attraverso i documenti - illustrò per la prima volta i risultati dell'ultimo restauro del dipinto, che sostanzialmente confermarono in modo definitivo la firma dell'artista milanese.




