Medusa, testa di - Caravaggio
La Medusa fu dipinta da Caravaggio nel 1598 su commissione del cardinale Del Monte, ambasciatore vaticano a Firenze e protettore dell’artista, per essere poi donata al Granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici.
L’opera fu realizzata ad olio su una base lignea a forma di cerchio ricoperta da una tela. Attualmente si trova esposta alla Galleria degli uffizi.
Secondo la mitologia greca, la Medusa era una delle tre Gorgoni insieme alle altre due sorelle, Steno ed Euriale, creature mostruose nate dall’unione di Forco e Ceto. Chiunque avrebbe incrociato lo sguardo guardandole negli occhi veniva tramutato in pietra. Medusa, in particolare, era la guardiana degli inferi e rappresentava la perversione intellettuale.
L’eroe Perseo riuscì a sconfiggere il mostro mozzandole la testa e la ripose in un sacco in modo da celare lo sguardo. Offrì la testa mozzata ad Atena, che per intimorire gli avversari impresse l’immagine sul proprio scudo.
Tutte e tre le sorelle Gorgoni possedevano dei serpenti come chioma, Caravaggio, raffigura la mitica creatura adornata da una lunga e folta chioma di serpi aggrovigliate.
L’espressione è indubbiamente l’elemento dominante del dipinto: gli occhi e la bocca spalancati trasmettono un forte senso di inquietudine, mentre il sangue zampilla dal collo. Lo sguardo accigliato è leggermente obliquo ed illuminato da una forte luce proveniente da sinistra, che proietta un’ombra esterna sullo sfondo, elementi che pongono la figura in rilievo.
L’elemento caratterizzate come in tutte le opere del pittore maledetto è sempre costituito dall’impronta realista, improntata su una forte e cruda
Il dipinto è stato realizzato con stesure ad olio e i pigmenti biacca, verdigris, giallo di piombo e stagno, lacche brune
L’Istituto di Chimica Inorganica[1] , in occasione dell’ultimo restauro, ha evidenziato tramite accurate indagini l’utilizzo di tecniche innovative nella preparazione della colorazione di sfondo, costituita da un pigmento verdastro.
1Istituto di Chimica Inorganica e delle Superfici - ICIS, CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, 2010.





