Martirio di San Matteo di Carvaggio: descrizione dell'opera
dipinto ad olio su tela di cm 323 x 343 realizzato tra il 1600 ed il 1601, conservato nella Cappella Contarelli della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.
Il martirio di San Matteo è un tema tratto da una leggenda etiopica (re Irtaco che svergognato dall'apostolo per le sue mire illecite sulla figlia di Egesippo, lo fa colpire al dai suoi fedeli mentre officiava l'altare). Il Caravaggio la trasforma in un fatto di cronaca nera ambientato in una chiesa romana del suo tempo.
Il santo viene rappresentato già trafitto e rovesciato sotto i gradini dell' altare mentre il suo omicida sta per dargli il colpo mortale. Tra il gruppo degli astanti ve ne sono alcuni timorosi tra i quali figura lo stesso Caravaggio con baffi e moschetta. Nell'aria scura che grava sul centro della scena si impone il nudo del carnefice inciso fortemente d'ombre. È da notare la figura del giovane chierichetto alle spalle del santo che ripete nell'atteggiamento la figura della medusa e del giovinetto morso dal ramarro.

Bassa Definizione | Alta Definizione
Se da questi due dipinti di crisi si passa ad analizzare la seconda redazione del San Matteo ci si rende conto dell'enorme divario che li separa, in quanto quest' opera nella chiara espressione della maniera grande del Caravaggio. Prima però di arrivare alla realizzazione di quest' opera egli si cimentò i numerosi dipinti che ben esprimono la lunga crisi di mente e di costume che l'artista dovette affrontare.
Il formato insolito della tavola, sviluppato più in altezza che in larghezza, permette all'artista di rappresentare angeli in volo. Quest'angelo appare sorretto in aria da un enorme accappatoio, in modo tale da poter dare le sue spiegazioni dall'altro, mentre il santo per sentire meglio si alza leggermente dallo sgabello. Nell'uso del colore si legge una maggiore comprensione dei classici veneziani appena giunti da Ferrara.




