Caravaggio

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Le opere esposte agli Uffizi

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Il Poeta maledetto

autoritratto di caravaggio

Nel 1884 Paul Verlaine pubblica l’opera “I poeti maledetti”, e Caravaggio diventa dunque un pittore maledetto, un’immagine che diventa popolare in un clima romantico dettato da questa nuova corrente di pensiero nell’arte, fatta di suggestioni e fascino. Carel Van Mander scrive come di un uomo “faticosamente uscito dalla povertà mediante il lavoro assiduo”

 

Caravaggio:

Caravaggio, sito web dedicato alla vita dell'artista con la descrizione delle opere, i musei, e cenni storici.

 

Opere di Caravaggio

 

caravaggio vocazione di san matteo

vocazione di san mattero

Medusa Caravaggio

 

Caravaggismo

Corrente pittorica sorta nel XVII sec. sull'esempio della lezione del Caravaggio, di cui accolse non solo la tecnica compositiva, il contrasto fra luce e ombra, la ricerca naturalista ma una nuova concezione antiretorica della religione e dell'uomo. Tra i caravaggisti più noti: Il Battistello, Orazio Gentileschi, Mattia Preti, Stomer, ecc

I Bari di Caravaggio: descrizione dell'opera

dipinto ad olio su tela di cm 94 x 131 realizzato nel 1594. Il dipinto ha come soggetto tre  giovani che giocano a carte.

Uno di questi, il primo a destra bara, nascondendo la carta dietro le spalle, mentre il complice sbircia le carte alle spalle dell’ingenuo giocatore.

Il dipinto, commissionato dal cardinale Francesco Maria Del Monte,  rappresenta la straordinaria capacità e bravura del Caravaggio nel curare tutti i particolari della scena, caratterizzando il dipinto con dei connotati quasi teatrali, da vera e propria Commedia dell’arte.

Il complice del baro, rappresenta quindi il male, che con gli occhi spiritati adempie al suo compito, indicando la carta, mentre di fronte la vittima, un giovane dallo fisionomia innocua ed ingenua, pensierosa sulle carte da giocare.

L’altro giocatore in procinto di barare si presenta anch’egli con uno sguardo ingenuo, in bilico tra il bene ed il male, mentre attende l’evolversi della situazione e con la mano estrae la carta nascosta alle sue spalle guardando fisso l’ingenuo giocatore.

Sul tavolo le carte da gioco, e all’estremità di quest’ultimo il gioco del backgammon quasi in bilico.

i bari caravaggio

Il dipinto fu certamente ispirato dalla realtà della vita quotidiana dell’artista[1]. Non era infatti inusuale ritrovare il Caravaggio in una delle bettole dei sobborghi di Roma sia nei primi anni della sua carriera, quando si procurava da vivere vendendo i propria quadri ai commercianti d’arte, sia quando era ospitato dal cardinale Del Monte, riconosciuto e osannato da tutti.

Occorre infatti ricordare che la carriera subì alti e bassi, riconosciuto come un pittore geniale dai mecenati e dagli uomini di cultura, venne aspramente criticato dalla Chiesa per quanto riguardava le opere religiose. Lo straordinario dipinto della Vocazione di San Matteo è forse uno degli esempi più significativi. La scelta di raffigurare il santo e il Cristo in una locanda del ‘600, frequentata da delinquenti e prostitute, venne duramente criticata dagli ecclesiastici del tempo. Tuttavia oggi si riesce comprende meglio l’originalità, ma anche il significato.

L’obiettivo dell’artista milanese era sempre la ricerca nuda e cruda della realtà, dipingere la natura significa ritrarre tutto quello che realmente vediamo e che ci circonda, avrebbe sicuramente affermato. Quindi per lui non era assolutamente scandaloso raffigurare la Vergine utilizzando come modella una prostituta, quando questa possedeva i tratti somatici consoni al ruolo, a prescindere dallo status o dalla professione.

In conclusione, I Bari non rappresentano che nient’altro una vera e propria fotografia di una scena che egli ebbe modo di vedere realmente, e nella quale, come scrive il prof. Mario Dal Bello nel suo volume[2], lo stato d’animo dell’artista è riflesso nell’uso della luce e dell’ormai consueto chiaroscurale.


1Caravaggio. Percorsi di arte & cinema, Mario Dal Bello, Roma, Effatà Editrice, 2010.

2Porto Ercole. L'ultima dimora di Caravaggio, Silvano Vinceti,Giorgio Gruppioni, Moretti Antonio, Roma, Armando, 2010.