Ciclo di San Matteo alla Cappella Contarelli
Nel 1600, a Michelangelo si presenta la più grande occasione della sua vita: il cardinale Del Monte lo segnala al cardinale Matteo Contarelli, che gli commissiona l'affresco della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi. I lavori iniziarono però solo 15 anni dopo.
Il cardinale, inizialmente, desiderava affrescare la cappella con 3 episodi della vita di San Matteo. Michelangelo, al contrario, ritenne opportuno realizzare 3 grandi quadri.
Gli episodi ritraggono l'Inspirazione di San Matteo, il Martirio di San Matteo e la Vocazione di san Matteo.
Per Michelangelo la commissione della Cappella rappresentava, per certi aspetti, una nuova sfida, egli doveva narrare un tema storico di radice teologica tramite un progetto iconografico che preveda l’utilizzo di tutte le parti a sua disposizione, invece della sola parte centrale. Le precedenti opere come il ritratto di San Francesco d’Assisi in estasi ed in meditazione, la Maddalena penitente, Santa Caterina d’Alessandria e i due San Giovanni Battista, per citare le opere religiose, richiedevano una diversa impostazione, nelle quali non era presente un vero e proprio filo conduttore che trovava un riferimento esplicito nei testi sacri.
L’artista milanese decise di impostare una narrazione dal carattere drammatico con un’ambientazione dura, il significato teologico - morale è posto in evidenza utilizzando precisamente le fonti letterarie e pittoriche, grazie al quale è possibile rintracciare le fonti, come il Vangelo di Marco, la Leggenda aurea di Jacopo da Varazze.
Recenti analisi dei dipinti hanno evidenziato come le opere abbiano subito consistenti modifiche prima della realizzazione conclusiva, probabilmente le accuse rivolte dagli ambienti ecclesiastici a Caravaggio di aver realizzato quadri poco decorosi per il tema trattato lo costrinsero a rifare daccapo le opere.
La scelta di attualizzare al su periodo storico i personaggi della Vocazione di San Matteo, la prima versione dell’Inspirazione che ritraeva il Santo come un contadino analfabeta, e la drammaticità del Martirio rappresentano i principali aspetti dell’originale chiave di lettura storica del Caravaggio.
Scelte che non furono comprese dalla chiesa che giudicava addirittura offensive le immagini, quando al contrario, l’artista, anche se ribaltava i canoni ortodossi della teologia, comunicava in ogni caso i messaggi cristiani in modo chiaro e popolaresco.
Matteo, odiato dal popolo, rintanato in una buia e malfamata bottega del ‘600 mentre conta i soldi riguardava dei temi più attuali che mai: dalla moralità all’avarizia; così come la raffigurazione del Santo - analfabeta intento a scrivere il Vangelo, perché ispirato direttamente da Dio.




