Caravaggio

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Le opere esposte agli Uffizi

Caravaggio

Il sito offre tante informazioni sulla visita alla galleria degli Uffizi in cui è possibile ammirare le opere esposte »

Il Poeta maledetto

autoritratto di caravaggio

Nel 1884 Paul Verlaine pubblica l’opera “I poeti maledetti”, e Caravaggio diventa dunque un pittore maledetto, un’immagine che diventa popolare in un clima romantico dettato da questa nuova corrente di pensiero nell’arte, fatta di suggestioni e fascino. Carel Van Mander scrive come di un uomo “faticosamente uscito dalla povertà mediante il lavoro assiduo”

 

I quadri di Caravaggio

Caravaggio, sito web dedicato alla vita dell'artista con la descrizione delle opere, i musei che ospitano le opere, cenni storici e analisi.

 

Opere di Caravaggio

 

caravaggio vocazione di san matteo

vocazione di san mattero

Medusa Caravaggio

 

Caravaggismo

Corrente pittorica sorta nel XVII sec. sull'esempio della lezione del Caravaggio, di cui accolse non solo la tecnica compositiva, il contrasto fra luce e ombra, la ricerca naturalista ma una nuova concezione antiretorica della religione e dell'uomo. Tra i caravaggisti più noti: Il Battistello, Orazio Gentileschi, Mattia Preti, Stomer, ecc

Musei che ospitano opere di Carvaggio:

Bacco di Caravaggio: descrizione dell'opera

bacco caravaggioEseguito tra 1596 ed il 1597 è un quadro realizzato con pittura ad olio su tela di cm 95 x 85.

Raffigura il dio Bacco nell’atto di porgere un calice di vino. Commissionato dal cardinale Del Monte, protettore dell’artista, durante il soggiorno a Roma, con molta probabilità doveva essere un dono per il matrimonio del figlio, il Granduca di Toscana, Cosimo II De Medici.

La divinità è raffigurata a mezzo busto e a dorso nudo adagiato su una specie di triclinaro, coperto solo da una veste bianca trattenuta con la mano destra. In effetti, il dipinto fu eseguito con l’utilizzo di uno specchio, il modello era quindi poggiato con il braccio sinistro. La folta chioma è adornata da foglie di viti, con il loro caratteristico colore giallo e rosso.

Il tavolo è imbandito con un canestro di frutta ed una brocca, elementi che donano prospettiva al dipinto. Profondità che viene inoltre rafforzata dal braccio disteso che porge il calice.

La fisionomia del Bacco di Caravaggio è caratterizzata con un forte accento nei lineamenti, mentre la postura presenta il capo leggermente inclinato in segno di invito. Lo sfondo e spoglio e con tonalità di scuro, permettendo in tal modo di utilizzare le cromature di bianco per esaltare la figura del protagonista. La luce proveniente da sinistra illumina il dio greco creando in tal mondo un gioco di ombre che caratterizza gli elementi presenti sul tavolo.

Come hanno sostenuto alcuni studiosi dell’arte, tra i quali citiamo il volume curato del prof. Maurizio Calvesi[1], la scelta della divinità greca Dioniso da parte di Caravaggio per il suo Bacco, non è casuale, tenendo presente anche la posizione del committente. Il dio della mitologia, morto e successivamente risorto, non può che riportarci ai testi Sacri, così come fece il figlio di Dio. Il corpo ed il sangue (il vino) di Cristo sono quindi riferimenti evidenti e presenti nell’opera, così come il calice offerto a tutti in segno di alleanza.

Il Bacco che con la mano sinistra trattiene le vesti presenta un singolare ma significativo, dal punto di vista iconografico, nodo. Il nodo vicino all’ombelico, considerato come centro e legame tra Dio e l’uomo, Homo copula mundi, il punto di raccordo tra spirituale e materiale, come insegna la filosofia neoplatonica di Marsilio Ficino.

caravaggio autoritrattoRecenti ricerche condotte dalla prof.ssa Roberta Lapucci, uno dei maggiori esperti italiani del Caravaggio, storico dell'arte e docente all'Università di Firenze, hanno dimostrato come le opere dell'artista milanese, dopo quasi 500 anni nascondano ancora dei misteri: nella caraffa di vino è stato scoperto un ritratto nascosto dell’artista. La scoperta è stata presentanta dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV centenario della morte del Caravaggio nell’ambito della presentazione di un volume della Fondazione si studi di storia dell’arte Roberto Longhi.

La sagoma si presenta in posizione alzata, sono visibili i tratti del volto, il naso e gli occhi ed addirittura sono state rilevate le sagome di un cavalletto. L’elaborazione delle immagini avvenuta tramite una tecnologia avanzata chiamata riflettografia multi spettrale ha poi confermato che si tratta di una vera e propria raffigurazione dell’immagine riflessa dell’artista mentre dipinge il quadro.

Ulteriori analisi non distruttive e non invasive hanno poi fatto emergere altri particolari, quali ad esempio l’assenza di ritocchi nei contorni della figure.


1Il Caravaggio: dal corso del Prof. Maurizio Calvesi, Storia dell'arte moderna I, Maurizio Calvesi, Mia Cinotti, Stefania Macioce, Roberto Longhi, Università degli studi di Roma "La Sapienza." Istituto di storia dell'arte medioevale e moderna, Roma, Il Bagatto, 1987.